venerdì 18 novembre 2011

Sbornia di massa: la folla di ‘sinistra’ acclama il banchiere

Articolo segnalato da Genny Carraro


di Marco Santopadre. Fonte: senzasoste

Inpiazza del Quirinale si canta 'Bella Ciao'. Il mondo alla
rovescia...

In mancanza di un inno della BCE o della Goldman
Sachs, in Piazza del Quirinale la folla canta ‘Bella Ciao’. La
piazza freme, la folla preme sui tolleranti cordoni di Polizia. Tutti
attendono lo sconfitto per ripetere l’umiliazione che toccò a
Bettino Craxi all’uscita dall’Hotel Raphael. Ma il Premier
uscente se ne va dalla porta laterale e l’occasione sfuma. I
cartelli parlano di ‘Liberazione’, di ‘Fine di un regime’,
equiparano il 12 novembre 2011 nientemeno che al 25 aprile del 1945…
Nella piazza risuona il nome del nuovo premier in pectore: ‘Monti,
Monti’. L’unica preoccupazione è che il satrapo messo alle corde
inventi un colpo di coda, resista, non se ne vada…

Pocoprima un po’ di ragazzotti di Forza Nuova erano stati sommersi dai
fischi quando avevano osato rovinare la festa accusando Monti and C.
di svendere la patria allo straniero. Le agenzie battono una
dichiarazione di Bossi: “come si fa a sostenere un governo che
privatizzerà le municipalizzate”. Il mondo alla rovescia!

A Rainews due commentatori di ‘sinistra’ – Marramao e Fuccillo –
spiegano che i giovani disoccupati e precari non devono avere paura
delle banche, che in fondo i mutui non sono poi un sistema tanto
brutto, che se Monti avrà successo andrà bene per tutti, “anche
per chi occupa il Teatro Valle” (!).

A cogliere il carattere alquanto surreale di una folla di sinistra che inneggia ai banchieri
è paradossalmente La Russa: “Mi verrebbe da ridere e in realtà ho
riso, vedendo i manifestanti che in odio a Berlusconi festeggiavano
la vittoria del loro teorico nemico di classe: Mario Monti. E con lui
la finanza, le banche, il capitale, i padroni, i poteri forti e ogni
altro stereotipo delle battaglie della sinistra. Scusate se è
poco!”

Ma la verità in bocca ai bugiardi fa uno strano
effetto, e lascia l’amaro in bocca a chi da sinistra prova a
ricordare a chi stappa le bottiglie di champagne che quando passerà
la sbornia il risveglio lascerà tutti con un gran mal di
testa.

Sulla assurda contraddizione di un gregge che acclama
il lupo che viene a sacrificarlo al posto della volpe si ragiona sui
social network o su qualche blog, su quotidiani e tv non c’è
spazio per chi vuole “rovinare la festa”. C'è da chiedersi se i
panamensi, quando i bombardieri a stelle e strisce ‘liberarono’
il loro paese dal narcotrafficante Noriega abbiano festeggiato.

Non di bombardieri, ma di carri armati, aveva parlato in mattinata il
pasdaran Giuliano Ferrara: “Quando è stato fatto l’Euro è stato
deciso un meccanismo di gestione della moneta cucito sugli interessi
della Germania e in subordine dei francesi. Funziona questo sistema?
O per farlo funzionare bisogna mandare un carro armato con scritto
‘spread’ a governare l’Italia?”. L’impresentabile
Scilipoti, nel suo sproloquio in Parlamento interrotto dal Presidente
Fini, parla apertamente il “colpo di Stato”.

A sinistra si parla invece di fine del regime, qualcuno scrive sul suo profilo FB
che Piazza del Quirinale è come Piazzale Loreto. Se lo sgambetto a
Berlusconi fosse venuto prevalentemente dai suoi potremmo parlare,
più che di un 25 aprile, di un 25 luglio. Ma di partigiani non c’è
traccia, e nella piazza che urla, canta, applaude e fa il trenino la
mitologia domina sulla realtà. D’altronde un sondaggio pubblicato
due giorni fa ci diceva che il 74% degli elettori del centrosinistra
pensa che la crisi sia stata determinata dalle scelte del governo
Berlusconi, mentre addirittura il 79% sostiene il banchiere Mario
Monti come nuovo leader di governo. “Gli Stati hanno salvato le
banche che hanno fatto fallire gli Stati. Poi i capi delle banche
vanno a governare quegli Stati che le banche hanno fatto fallire. Io
sento un odore di cetriolo.. un bel cetriolone che arriva…”
commenta Crozza in un breve video che pian piano fa il giro della
rete.

Paradossalmente, prima di essere cacciato, Silvio ha
fatto anche un gran regalo alla BCE e alla Commissione Europea, nel
tentativo di salvare il salvabile e forse nella speranza che i nuovi
padroni lo tenessero al suo posto ancora per un po’. La ‘legge di
stabilità’ appena votata in fretta e furia – una volta si
chiamava Legge Finanziaria, e contro la sua approvazione si facevano
scioperi, manifestazioni, presidi… - taglia e massacra lavoratori,
precari, disoccupati e pensionati. Ma la folla è in preda alla
sbornia, non vede e non sente nulla che non abbia a che fare con
l’uscita di scena del ‘dittatore’. Uno strano dittatore che
accetta la sconfitta quasi senza colpo ferire, che non schiera i suoi
pretoriani a difesa del suo regime…

Se di regime si è trattato, quello di Berlusconi sarà sostituito da un altro, ben più
pericoloso e pervasivo, e che potrà contare per un certo periodo di
un consenso allarmante anche nei settori che saranno vittima
sacrificale delle politiche di ‘risanamento’.

“Se fossi un parlamentare di opposizione starei a lutto, altro che
festeggiamenti. Non puoi festeggiare per un governo che non hai fatto
cadere, e men che meno per la nascita di un nuovo governo che non hai
formato tu ma il cavallo di Caligola trasformato in senatore, dove
non puoi fare proposte, ma solo provare a piazzare tuoi uomini
spacciandoli per 'tecnici', o assistere all'invasione dei bocconiani
in consiglio dei ministri” scrive Carlo Gubitosa.

Bersani e Camusso potranno anche continuare a fare il giro dei talk show e dei
telegiornali per rivendicare il loro ‘contributo alla spallata’,
ma i più attenti sanno che a puntare la pistola alla tempia di
Berlusconi sono stati i banchieri di Francoforte e i tecnocrati di
Parigi, Berlino e Bruxelles. E che se la caduta di Craxi e Forlani
aprì la strada a 17 anni di berlusconismo, l’affermazione
dell’antiberlusconismo potrebbe precipitare il paese in un burrone
ancora più buio e tragico.

La giornata di ieri un versante positivo potrebbe avercelo: che Berlusconi esca di scena è
importante soprattutto per il fatto che forse finalmente ci potremo
liberare dell’insano alibi dell’antiberlusconismo. Di quel
‘contro Berlusconi qualsiasi cosa” che da 17 anni inquina il
dibattito politico ed assolve i dirigenti della ‘sinistra’ da
tutte le loro responsabilità. Ma bisognerà aspettare che passi la
sbornia. Speriamo che non duri troppo.

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