mercoledì 2 novembre 2011

REGNO UNITO - QUEL MERCATO CHIAMATO PARLAMENTO

Segnalato e commentato da Simone Rossi

Lo scorso 24 ottobre la House of Commons, la Camera elettiva del Parlamento britannico, ha affrontato lproposta di indire un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea, lanciata da oltrecentomila cittadini attraverso una petizione sul sito istituzionale della Camera stessa.

Il sentimento anti-europeo di questo popolo è cresciuto notevolmente nel corso degli ultimi anni, anche grazie alla campagna di disinformazione della parte politica e della stampa conservatrici e reazionarie, che hanno individuato un capro espiatorio per la crisi economica nel governo dei Laburisti, prima, e nell'euro, dopo. Conseguentemente, la scorsa estate alcuni cittadini si sono avvalsi del nuovo strumento messo a disposizione sul sito del Parlamento per chiedere alla House of Commons di valutare l'eventualitá del referendum di cui sopra. A dispetto della retorica nazionalista, atlantista ed euroscettica dei Conservatori, alla corrente che guida l'attuale Esecutivo interessa poco l'uscita totale del Paese dalla UE, dal momento che essa è complementare e funzionale all'agenda neoliberista che dal 1979 in poi i governi hanno perseguito; pertanto il Primo Ministro David Cameron, timoroso del voto favorevole al referendum della frazione più reazionaria e sciovinista del suo partito, ha inizialmente tentato di posporre la discussione ai Commons e, successivamente, ha spinto il capogruppo dei Conservatori ad emettere un'indicazione di voto cogente (three-line whip); di fronte a questo tipo di indicazione, un'eventuale voto non conforme dei deputati potrebbe pregiudicare la loro futura ri-candidatura o implicare una sanzione disciplinare da parte del partito. Analoga indicazione è stata emessa dai Liberal-Democratici, nella coalizione di maggioranza, e dai Laburisti.

Al momento del voto la proposta di referendum è stata cassata; tuttavia 80 deputati conservatori, su 306, hanno espresso il proprio sostegno all'iniziativa. Secondo quanto riportato dal quotidiano The Morning Star il 1 novembre, l'estensione della "rivolta" nelle file conservatrici sarebbe stata più estesa ed è stata contenuta dall'Esecutivo attraverso l'elargizione di posti di sottogoverno, che oggi raggiungono la quota di 120, con un rapporto di 1:3 sul totale dei deputati componenti la maggioranza. Questa vicenda ha un che di familiare per noi italiani, che da tempo assistiamo da tempo all'acquisto di deputati e senatori per puntellare maggioranze malconce o per minare quelle degli "avversari" politici.

Il link all'articolo citato:http://www.morningstaronline.co.uk/news/content/view/full/111405

Nessun commento:

Posta un commento