Di Enrico Piovesana.
Articolo segnalato da Genny Carraro.
“Attaccate le basi dell'estremismo nel vostro territorio o ci penseremo noi”. Intanto gli Usa ammassano truppe al confine e iniziano a rispondere agli attacchi
"Se il Pakistan non sferrerà un'offensiva contro le basi dei gruppi estremisti
della rete di Haqqani in Nord Waziristan, lo faranno gli Stati Uniti da soli".
Così il segretario di Stato americano Hillary Clinton durante la sua ultima
burrascosa visita a Islamabad.
Secca la risposta del capo delle forze armate pachistane, e vero leader del
Paese, generaleAshfaq Parvez Kayani: "Noi abbiamo chiuso con le
operazioni militari. E gli Stati Uniti ci pensino dieci volte prima di attaccare
il Pakistan, perché noi non siamo l'Iraq o l'Afghanistan: siamo una potenza
nucleare".
Toni forti che si accompagnano a un'inquietante nervosismo militare sul
terreno.
Gli Usa stanno ammassando truppe e mezzi militari sul lato afgano
del confine con il Nord Waziristan: centinaia di soldati, carri armati,
artiglieria a lunga gittata ed elicotteri da combattimento sono stati posizionati
nei distretti frontalieri della provincia di Khost.
Poco più a sud lungo il confine, nella provincia afgana di Paktika, i cannoni
americani ha iniziato a rispondere ai sempre più massicci e precisi lanci di
razzi da 107 e 122 millimetri (di fabbricazione cinese e russa) da parte
pachistana. Lanci che vengono effettuati da postazioni a ridosso di istallazioni
militari pachistane.
I lanci, hanno denunciato ufficiali Usa al New York Times, avvengono sotto
il naso deiFrontier Corps pachistani, che non sono mai intervenuti né per
fermare il fuoco né per fornire agli americani le coordinate di lancio da colpire.
"Questi attacchi sono roba dei militari pachistani, chi ci attacca riceve
aiuto da loro", ha dichiarato un ufficiale.
I comandi Usa hanno autorizzato i militari a rispondere al fuoco con l'artiglieria,
ma finora hanno rifiutato ogni loro richiesta di compiere incursioni in territorio
pachistano. Se vi fossero vittime, però, gli ordini potrebbero cambiare.
Tranne il presidente afgano Hamid Karzai - che se n'è uscito dicendo che
se gli Usa attaccheranno il Pakistan, l'Afghanistan si schiererà al fianco di
Islamabad - nessuno crede realmente che gli Usa possano sferrare un'offensiva
terrestre in Nord Waziristan. A partire dai generali pachistani, che non sembrano
tremare di paura di fronte alle minacce della Clinton.
Al di là di qualche limitata incursione, clandestina o coordinata - non sarebbe
la prima volta - creare uno stato di tensione più o meno reale al confine con il
Pakistan, secondo molti commentatori, serve a Washington per avere un ulteriore
giustificazione al mantenimento delle proprie truppe in Afghanistan.
della rete di Haqqani in Nord Waziristan, lo faranno gli Stati Uniti da soli".
Così il segretario di Stato americano Hillary Clinton durante la sua ultima
burrascosa visita a Islamabad.
Secca la risposta del capo delle forze armate pachistane, e vero leader del
Paese, generaleAshfaq Parvez Kayani: "Noi abbiamo chiuso con le
operazioni militari. E gli Stati Uniti ci pensino dieci volte prima di attaccare
il Pakistan, perché noi non siamo l'Iraq o l'Afghanistan: siamo una potenza
nucleare".
Toni forti che si accompagnano a un'inquietante nervosismo militare sul
terreno.
Gli Usa stanno ammassando truppe e mezzi militari sul lato afgano
del confine con il Nord Waziristan: centinaia di soldati, carri armati,
artiglieria a lunga gittata ed elicotteri da combattimento sono stati posizionati
nei distretti frontalieri della provincia di Khost.
Poco più a sud lungo il confine, nella provincia afgana di Paktika, i cannoni
americani ha iniziato a rispondere ai sempre più massicci e precisi lanci di
razzi da 107 e 122 millimetri (di fabbricazione cinese e russa) da parte
pachistana. Lanci che vengono effettuati da postazioni a ridosso di istallazioni
militari pachistane.
I lanci, hanno denunciato ufficiali Usa al New York Times, avvengono sotto
il naso deiFrontier Corps pachistani, che non sono mai intervenuti né per
fermare il fuoco né per fornire agli americani le coordinate di lancio da colpire.
"Questi attacchi sono roba dei militari pachistani, chi ci attacca riceve
aiuto da loro", ha dichiarato un ufficiale.
I comandi Usa hanno autorizzato i militari a rispondere al fuoco con l'artiglieria,
ma finora hanno rifiutato ogni loro richiesta di compiere incursioni in territorio
pachistano. Se vi fossero vittime, però, gli ordini potrebbero cambiare.
Tranne il presidente afgano Hamid Karzai - che se n'è uscito dicendo che
se gli Usa attaccheranno il Pakistan, l'Afghanistan si schiererà al fianco di
Islamabad - nessuno crede realmente che gli Usa possano sferrare un'offensiva
terrestre in Nord Waziristan. A partire dai generali pachistani, che non sembrano
tremare di paura di fronte alle minacce della Clinton.
Al di là di qualche limitata incursione, clandestina o coordinata - non sarebbe
la prima volta - creare uno stato di tensione più o meno reale al confine con il
Pakistan, secondo molti commentatori, serve a Washington per avere un ulteriore
giustificazione al mantenimento delle proprie truppe in Afghanistan.
Enrico Piovesana
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